Long bio

Apro e chiudo siti e blog come i cinesi coi Tutto a un euro. Così mi sono detto, proviamo a razionalizzare cancellandoli tutti e mettendo in piedi un sito semiserio. 

Dovrei scrivere quella che in azienda chiamano mission. Che, puntualmente, non viene mai onorata: da qui la saga Mission: impossible.

Vabbè, proviamoci: tanto oggi sono in ferie e la mia priorità della mattina sarà quella di sottostare alla voce di Runtastic in quel di Villa Torlonia, a Roma. Al momento vivo e lavoro qui. Con un orecchio verso Milano e un occhio a New York: praticamente un Picasso.

 Passo dal Garzanti e la Gazzetta a Dylan Dog e Zagor, da De Niro e De Sica a De Crescenzo, ascoltando i miei amici rapper, Vinicio e Lorenzo. Da Vasco ai Van Halen e Vivaldi, con in tasca una laurea in Comunicazione & Marketing e vari corsi di management, mannaggia a me.

Una volta sorseggiavo Guinness vestendo Happiness, lavorando come creativo digitale in una agenzia cazzuta. Sono diventato shopaholic perché credevo fosse una crasi tra shop e alcoholic, ma poi a spendere per vestiti e hi-tech mi sono trovato bene e ci sono rimasto. Al 27 del mese, a volte, anche in senso letterale.

Da qualche anno la mia Mercedes mi porta in giro per Roma e mi scalda il pensiero del mio sole calabro. Mastico inglese alla British School, Vigorsol alla liquirizia e prima di mettermi a dieta per l’ennesimo lunedì, Pringles Hot Spicy.

Amo guidare le tedesche, mi piacciono le more e prendo in giro le bionde. Le uniche rosse che bacio sono le Benson & Hedges, ma dovrei smettere. In realtà dovrei smettere anche di prendere in giro le bionde.

A tutto questo aggiungeteci in ordine sparso le seguenti keywords: Los Angeles Lakers, Radio Deejay, Valentino Rossi e la Ferrari, disegni sparsi su Moleskine nuove e viaggi a non finire. Biliardo e biliardino, i tiri a canestro, doccia con acqua bollente e interior design.

Eclettico, elettrico, smanettone, generoso, impulsivo ma anche no, sono uno che non lascia quasi mai le cose a

Fumantino e fumatore, non bevitore o meglio: ci provo ogni tanto a bere, mettiamola così. Simpatico e sintetico, sempre pronto e mai negativo. Negato per qualcosina, portato per tutto il resto ma il resto vien da sè e mi trovo ad avanzare resti in giro e a volte tanto lavoro che i resti non so a chi darli io.

Scrivo, leggo, amo le prime pagine dei quaderni bianchi ma non dei quotidiani (li fanno ancora su carta?). Caffeinomane, per esigenza e non per scelta come certi single fighi o cessi con autostima alle stelle. Caffè, dicevo: dormo poco perché ho tanto da fare. Lo prendo rigorosamente in tazza fredda al vetro, ristretto ma macchiato caldo e con zucchero di canna. Se un giorno qualcuno mi ucciderà, probabilmente sarà un barista stressato.

 Collezionista ma non di ossa, di assi quando gioco a Hold’em che poi è la vecchia Teresina. Colleziono tazze, scimmiette e Moleskine ma raramente figure di merda. Guardo poca tv e qualche serie ben fatta. Leggo tanti libri, in Metro leggo Leggo. Anche se a volte in Metro leggo Metro.

 Mi piace disegnare offline, faccio le ore piccole per pensare in grande e da grande spero di avere un piccolo pensatoio in cui rifugiarmi. Vado spesso alla montagna anche se non sono Maometto, mi ritengo un ometto sincero anche se ogni tanto ometto qualche particolare.

Amo le cravatte fine come la maglietta di Baglioni, odio Baglioni e la maglietta nei pantaloni. In compenso ho molte scarpe, ma cerco sempre di stare con entrambi i piedi su una suola sola (possibilmente Jordan, nel tempo libero). Ovviamente, per terra anche se mi piace volare. Con la fantasia, con le console e con Emirates.

Ho un motto, che cerco sempre di tenere vivo: vivi ogni giorno come se fosse sabato. Anche se per Jovanotti il lunedì è la stessa cosa: Lorè, facciamo job rotation e poi mi dici. Il sabato gioco a Travian, così il pomeriggio lo passo nel Villaggio come Leopardi.

Questo sono io, ognuna di queste cose e non necessariamente tutte insieme. Amo il sole e poco sale, salgo a piedi perchè è più salutare. Non sono granchè salutista ed è raro che io saluti per primo. Ho tanti vizi, a cominciare dalla pasta aglio ozio e peperoncino per finire con il portafogli bucato quando vedo una vetrina. Allora ho cambiato portafogli, ma mi si è bucato anche quello. L’ho preso colorato perchè l’altro era bianco e così ho diviso il bucato.

Non ho altro da aggiungere. Chiedetemi qualsiasi cosa e forse vi risponderò. Che coss’è l’amor chiedetelo a Capossela, se sono felice ad Aldo Giovanni e Giacomo e se voglio morire non chiedetelo a Patti Pravo perchè ve lo dico io: no.

 Baci, Abbracci e Sweet Years. Ma anche Diesel, Replay e chi più ne ha compri un nuovo armadio. Quando comprerete un nuovo armadio, ricordatevi solo che non ci sono più le mezze stagioni, ma se siete mezzi uomini va benissimo così.

Enjoy (o Car2Go).