Like. Just do it.

Una piccola azienda locale ha chiesto un modo per aumentare il coinvolgimento e la visibilità della sua pagina Facebook. La soluzione proposta non ha convinto il titolare, che come unica priorità aveva quella di aumentare il numero di like per far apparire i suoi prodotti appetibili ad eventuali visitatori reali.
 
Il preventivo presentato a seguito delle sue osservazioni: 15.000€. Il cliente ha chiesto se lo stessimo prendendo per il culo.
 
‘Beh, è una cifra grossa. Dovrebbe farti pensare che il lavoro che c’è dietro vale ed è importante.’  – ‘Ma è sproporzionato. Ho solo un piccolo salone di bellezza, sono semi-sconosciuto.’  – ‘Esatto. E’ sproporzionato come 50.000 like su una pagina con 4 foto e due commenti.’
 
Sono sempre stato un militante anti-like. A certe aziende, i social dovrebbero toglierglieli come la patente ad alcuni anziani. Perché il cliente, tra le altre cose, ha anche memoria breve: gli spieghi che gonfiare la pagina non gli farà fare più soldi e dopo un mese ti chiama per chiederti come mai nessuno se lo caga.
 
‘Mah, forse perché a Wang da Singapore, ammesso che sappia di essere tuo fan, viene difficile prendere il metrò fino a Cinecittà e tagliarsi i capelli da te. Per quanto Singapore sia la Manhattan del Pacifico, una bella metropoli, insomma. Anche ben collegata.’ 
 
Per chi ha già opportunamente preso a calci in culo i piccoli zombie e le streghette che hanno implorato dolciumi alla vostra porta e vuole dare un senso compiuto a questo post, di seguito ho brevemente riassunto il perché acquistare i like per la vostra pagina non vi porterà alcun vantaggio.

  • Gli utenti non sono così stupidi da credere che abbiate 50k like se poi non avete interazioni in pagina, in relazione ai vostri post
  • Il valore aggiunto dei social, anche più dei siti, è quello di ricavare un sacco di info utili sui vostri clienti o potenziali tali (città, sesso, interessi, età, and so on). Queste info non le avrete mai, perché i vostri fan magari neanche sanno di esserlo: figuriamoci se sono i vostri “clienti tipo”!
  • Molte attività di remarketing e performance marketing sarebbero rivolte a clienti fake. Leggi: spendereste altri soldi inutili per far vedere annunci a gente che dei vostri prodotti se ne fotte.
  • Avere troppi utenti inattivi vi fa perdere punteggio nella valutazione della vostra pagina Facebook. Zuckerberg ragiona così, coi suoi algoritmi che premiano le pagine con maggiore engagement.
E ricordate: i veri mostri non sono quelli di Halloween. Sono quelli del marketing fai da te.